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Prospettive livornesi.it la fascia costiera toscana nell'era della globalizzazione
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Per leggere il testo integrale del nostro documento sullo sviluppo economico locale clicca qui. Di seguito pubblichiamo il punto 4.2.
4.2. Energia.
I Democratici, sia a livello regionale che locale, in coerenza con il Piano di Indirizzo Energetico Regionale ( PIER ), sono consapevoli della necessità di promuovere nel territorio della nostra provincia una maggiore produzione quantitativa di energia che però, a differenza di quanto è avvenuto in gran parte finora, deve realizzarsi nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e con la piena garanzia della tutela della salute e del benessere dei cittadini. Questo implica nell’immediato la conversione da olio combustibile a metano sia della Centrale ENEL di Livorno, sia della Centrale ENEL di Piombino.
La Direzione nazionale dell’ENEL in questi anni ha diluito e differito i tempi di una risposta chiara e netta a una richiesta tanto fondata, quanto fortemente avvertita dalle nostre comunità locali.
Nei fatti non solo si continua nell’utilizzo di combustibili poco rispettosi dell’ambiente, ma - almeno nel caso della Centrale ENEL di Livorno - è stata sostanzialmente abbandonata un seria politica di investimenti che alla lunga può mettere in discussione l’esistenza stessa dell’impianto produttivo.
Diventa quindi necessario reclamare di nuovo e imporre un confronto serio della Regione toscana e degli Enti locali con il vertice nazionale del Gruppo elettrico e con il Governo nazionale al fine di affermare una svolta positiva.
In questo confronto - da rilanciare con determinazione - non può che essere evidenziato l’apporto fondamentale e assolutamente prevalente dato storicamente dalla provincia di Livorno alla produzione energetica regionale.
L’altro grande problema prioritario che si pone nella città e nella provincia di Livorno è rappresentato dal contributo che il nostro territorio può e deve dare a una effettiva politica di diversificazione degli approvvigionamenti energetici al fine di ridurre la dipendenza nazionale dal petrolio o da pochi fornitori internazionali di metano che hanno il controllo delle grandi reti europee e non solo europee dei gasdotti.
La tecnologia industriale e logistica dei rigassificatori, già utilizzata con risultati positivi sia in Italia che all’estero, rappresenta oggettivamente una possibilità concreta per incrementare gli approvvigionamenti di metano rivolgendosi con flessibilità a più produttori e fornitori.
Non vi può essere pertanto una posizione pregiudiziale contro i rigassificatori in quanto tali i quali invece, al contrario, quando ne siano state verificate le condizioni di sicurezza impiantistica e di compatibilità ambientale, sono un valido strumento di crescita sia del territorio che li ospita, sia del Paese.
Le proposte di costruzione di nuovi impianti di rigassificazione devono essere valutate soltanto ed esclusivamente sulla base di parametri oggettivi, in rapporto alle esigenze produttive ed economiche e non possono, quindi, essere condizionate da astratte valutazioni di tipo numerico. La provincia negli ultimi anni è stata interessata da tre progetti rilevanti: il grande gasdotto sottomarino che dal Nord Africa arriva in Toscana ( area di Piombino ); il rigassificatore di Rosignano strettamente connesso al ciclo industriale della Solvay; il rigassificatore off-shore ubicato davanti alla costa pisano-livornese.
Da un punto di vista generale, e in stretto rapporto con il completamento ancora in corso delle procedure relative alle verifiche di sicurezza o ambientali, non possiamo che confermare il valore dell’apertura di un percorso nuovo e innovativo con la concretizzazione degli impianti di rigassificazione nell’area livornese.
Più in generale, come è previsto nel PIER, nel PTC e in altri documenti di programmazione, occorre sviluppare con la massima decisione una politica che faccia leva sull’efficienza e sul risparmio energetico e che sia realizzata non soltanto attraverso una specifica educazione dei cittadini in tal senso, ma attraverso politiche generali e settoriali e interventi adeguati ( assetto e ristrutturazione delle abitazioni e degli agglomerati urbani, pannelli solari, regolamenti edilizi ed altro ancora ).
Il punto centrale di una politica innovativa è rappresentato da una chiara e netta opzione a favore dello sviluppo e della diffusione su tutto il territorio delle energie rinnovabili nelle loro diverse forme e modalità. In primo luogo pensiamo agli impianti di sfruttamento energetico del sole e dei venti che, all’interno di un programma razionale di area vasta, potrebbero trovare una significativa allocazione nella Piattaforma logistica costiera ( nel Centro intermodale e sul Porto ). Inoltre pensiamo agli impianti di valorizzazione energetica delle biomasse e a un insieme di possibilità offerte dalle tecnologie.
In questo contesto si pone con forza l’esigenza di procedere nella realizzazione della terza linea del Termovalorizzatore di Livorno ( produzione di energia elettrica mediante CDR / combustibili da rifiuti ).
Oltre all’utilizzo delle energie rinnovabili, sarebbe di particolare importanza attrarre sul territorio o stimolare la nascita di imprese industriali produttrici di impianti.
La programmazione resta lo strumento principale da utilizzare. Oltre al Piano regionale già approvato e operante, occorre quanto prima definire il Piano energetico provinciale e, laddove non è ancora avvenuto, i Piani energetici comunali.
Dovrà, infine, essere ripresa una riflessione sulla possibilità di realizzazione di un Polo ecologico - tecnologico nell’area livornese.
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