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Prospettive livornesi.it la fascia costiera toscana nell'era della globalizzazione
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Per leggere il testo integrale del nostro documento sullo sviluppo economico locale clicca qui. Di seguito pubblichiamo il punto 2.
2. Livorno, la fascia costiera e la Toscana.
Come Partito, in queste settimane, abbiamo cercato di fare la nostra parte a sostegno del mondo del lavoro, dei lavori; e a difesa delle unità produttive, di servizio e delle attività portuali minacciate dai venti della crisi.
Non vi può essere alcun dubbio: noi dobbiamo essere presenti in ogni punto di crisi a difesa del lavoro e del tessuto produttivo locale. Ma un Partito serio, oltre all’iniziativa politica immediata, sempre necessaria, deve produrre analisi ed elaborazioni in funzione di un progetto complessivo, di più ampio respiro, di crescita e di sviluppo economico del territorio.
In altre parole, in particolare nei momenti di crisi, occorre tenere i piedi e il cervello nella concretezza dei problemi immediati mantenendo però una viva attenzione verso orizzonti più vasti che vanno oltre le incombenze della quotidianità. Anche perchè dobbiamo essere consapevoli che la crisi globale muterà profondamente lo stato di cose presente; i punti più deboli e fragili non reggeranno l’urto; e nuove tendenze si affermeranno nell’economia reale.
Prima o poi usciremo dalla crisi con assetti nuovi che dobbiamo prevedere e che, quando li riteniamo validi, dobbiamo aiutare ad affermarsi. Per tutti questi motivi occorrono una visione complessiva e un progetto generale.
2.1. Il metodo della programmazione regionale e locale.
Non partiamo ovviamente da zero. Nel tempo sono state accumulate notevoli elaborazioni e sono stati definiti e portati avanti importanti piani e progetti in particolare della Regione toscana, dell’Amministrazione provinciale di Livorno e delle Amministrazioni comunali del nostro territorio.
A questo proposito - in rapporto alle problematiche strettamente economiche - ci limitiamo solo alla citazione di alcuni titoli. Che sono molti. A livello toscano. Il Piano regionale di sviluppo (PRS ) e l’annuale Documento di programmazione economica e finanziaria ( DPEF ); il Piano di indirizzo energetico regionale ( PIER ); il Piano regionale di sviluppo economico ( PRSE ); il Piano regionale di azione ambientale ( PRRA ); il Piano regionale di sviluppo rurale; il Piano di indirizzo territoriale ( PIT ). A livello provinciale e comunale. Il Piano territoriale di coordinamento ( PTC ), il Masterplan della logistica; il Piano operativo triennale del Porto; i molteplici piani, progetti e programmi dei Comuni.
In questi anni le Amministrazioni locali hanno predisposto i Piani strutturali e i regolamenti urbanistici in funzione della promozione di una più elevata qualità urbana e di assetti economici più moderni e funzionali.
Proprio in questi ultimi mesi l’Amministrazione comunale di Livorno ha avviato - approvando un documento politico preliminare - il percorso per la definizione del nuovo Piano urbanistico strutturale che si rende necessario a seguito del sostanziale completamento del PRG vigente per fronteggiare e governare le nuove esigenze e possibilità.
Dunque, non partiamo da zero. Al contrario partiamo da una solida base di analisi, di elaborazioni, di progetti e di cose fatte in concreto.
2.2. Livorno e la sua provincia come parti integranti della regione toscana.
Il primo dato da confermare e da riaffermare senza alcuna ambiguità è rappresentato dal netto superamento di ogni residuo di municipalismo localistico.
Le questioni di fondo della città e della provincia di Livorno ( la portualità, la logistica, le infrastrutture lineari e puntuali di trasporto, l’energia, la grande industria, l’innovazione e il sapere ) per essere risolte in maniera adeguata sollecitano e impongono una interlocuzione politica con l’Europa e il Governo nazionale. Queste stesse questioni, inoltre, si collocano in una base territoriale più ampia che si identifica con la dimensione regionale.
Nel rapporto Livorno - Regione è possibile acquisire la forza necessaria per l’interlocuzione politica con l’Europa e il Governo nazionale; e, allo stesso tempo, si identifica la dimensione territoriale ottimale entro cui operare.
Quindi quello regionale è l’ambito ottimale entro cui occorre operare poiché in questo ambito si individuano e si collocano i principali problemi di sviluppo del nostro territorio.
Con il PIT è stata superata l’espressione : “ La Toscana delle Toscane “, intendendo con questa espressione il riconoscimento di differenziazioni interne alla regione non riconducibili ad unità oggettiva, economico-sociale. Questa espressione è stata sostituita con una nuova definizione: “ La Toscana come città policentrica “, intendendo pertanto sottolineare con questa affermazione, da una parte, l’unitarietà dell’intera regione nelle sue interrelazioni fondamentali; e, dall’altra parte, l’esistenza di oggettive peculiarità ( appunto il policentrismo ) che devono essere valorizzate in funzione di un disegno unitario più vasto.
Annullare le peculiarità sarebbe davvero un errore. Tutti i gatti diventerebbero davvero indistinguibili. Le peculiarità, peraltro, investono grandi territori che vanno oltre comuni e province; vanno quindi sostenute per dare solidità ai territori interessati e alla stessa crescita unitaria della regione toscana. Le diversità e le specificità oggi vanno collocate in una cornice unitaria.
2.3. La peculiarità della fascia costiera toscana.
Una peculiarità fondamentale è costituita dalla fascia costiera toscana dove si sviluppano il sistema portuale, l’apparato energetico, una buona parte della grande industria, punti nevralgici delle infrastrutture di trasporto, il turismo balneare e insulare, una rete di servizi economici.
Il punto caratterizzante su cui occorre far leva è rappresentato dalla realizzazione della Piattaforma Logistica Costiera intesa come Piattaforma dell’intera Toscana e di una parte significativa dell’Italia centrale.
2.4. L’Area Vasta Livorno - Pisa.
All’interno della fascia costiera, inoltre, operano aree vaste a geometria variabile che si delineano in funzione di processi oggettivi o di obiettivi comuni. In questa ottica, ad esempio, si colloca il nuovo Ambito Territoriale Ottimale delle acque ( ATO 5 della costa ).
In particolare si colloca il rapporto – sempre con geometrie variabili in relazione alle problematiche - tra Livorno, Collesalvetti, Pisa, Cascina, Pontedera, Lucca in materia di programmazione dello sviluppo industriale, logistico, economico e territoriale.
Resta essenziale la continuità collaborativa tra Livorno e Collesalvetti.
2.5. L’asse di sviluppo tra l’ Area Livorno - Pisa e l’Area metropolitana di Firenze.
Inoltre negli ultimi anni è cresciuta in termini oggettivi, e tende ancora a crescere, una integrazione economica, produttiva, logistica tra l’ Area della fascia costiera che comprende Livorno - Pisa - Pontedera - Lucca e l’ Area metropolitana Firenze - Prato della Toscana centrale.
Si è infatti formato un asse di sviluppo economico tra la nostra zona di fascia costiera e l’area metropolitana centrale; quest’asse scorre lungo l’Arno o se volete lungo l’Autostrada e la Superstrada di riferimento.
L’ultimo rapporto Censis, pubblicato pochi mesi fa, indica nell’asse di sviluppo costa - area metropolitana fiorentina una delle 14 aree forti del Paese dove si concentrano popolazione, imprese, logistica, terziario avanzato, Università, Centri di eccellenza e di ricerca con una densità di aziende che supera il Nord Est. Il Censis, con il suo linguaggio colorito, definisce questo asse di sviluppo come “ asta territoriale “.
Per noi questo è un asse di sviluppo fondamentale che apre nuovi orizzonti di rapporto tra la fascia costiera toscana, il centro-nord e l’Europa.
2.6. Il valore strategico di un efficiente collegamento ferroviario del nostro territorio con l’Alta Velocità / Alta Capacità.
Per questo abbiamo sempre detto che il completamento del progetto ferroviario Alta Capacità / Alta Velocità, e quindi la realizzazione della relativa tratta Bologna - Firenze, è decisivo non solo per la parte centrale della Toscana, ma anche per la costa e per i Porti.
Se verranno potenziati infrastrutture e servizi ferroviari per il collegamento tra la costa e Firenze, una volta entrata in funzione l’Alta Capacità tra Firenze e Bologna, sarà possibile per il Porto di Livorno avere collegamenti rapidi con il Centro Interportuale di Collesalvetti, con l’area centrale della Toscana e, quindi, attraverso i grandi corridoi transnazionali europei, con l’intero vecchio continente.
Partendo da questo asse di sviluppo potrebbe essere costruito un progetto regionale dei veicoli di trasporto saldando la Piaggio di Pontedera, la componentistica auto dell’area pisano - livornese, la logistica manifatturiera connessa all’automotive, l’Autoparco del Faldo in fase espansiva, i Centri di ricerca universitari, le Aziende produttrici di componenti di altre Aree toscane.
In definitiva il collegamento - in termini di infrastrutture e servizi ferroviari, di miglioramento delle linee di grande comunicazione stradale, di sviluppo produttivo e logistico, di navigabilità delle vie d’acqua e di sinergie tra i Centri di ricerca - tra fascia costiera e centro della toscana rappresenta una ricchezza per l’intera regione toscana e un potente motore di sviluppo economico dei singoli territori.
2.7. La navigabilità dello Scolmatore d’Arno.
In questo contesto occupa un grande valore il progetto regionale e locale di avviare, partendo dal lato mare, la navigabilità dello Scolmatore dell’Arno.
Assume, pertanto, una particolare importanza l’Accordo di programma sottoscritto in data 17 Novembre 2009 da tutti i soggetti interessati con il quale vengono subito stanziati 108 milioni di Euro per la realizzazione del primo lotto funzionale ovvero per avviare sia la navigabilità dello Scolmatore d’Arno, sia la sua sicurezza complessiva la quale è indispensabile per ridurre il rischio idraulico a Pisa e Collesalvetti. Si prevede un collegamento navigabile fra la Darsena Toscana del Porto di Livorno e l’ Interporto Vespucci garantendo la continuità della navigazione del Canale dei Navicelli.
L’inizio dei lavori è previsto per fine 2010 e la conclusione entro il 2013.
Impegni finanziari. La copertura del costo complessivo del primo lotto stimato in 108 milioni e 707 mila euro è così ripartito: 88 milioni della Regione toscana; le Province interessate stanzieranno 3 milioni di euro ciascuna; i Comuni di Livorno e Pisa 1 milione e mezzo ciascuno; mentre quello di Collesalvetti metterà a disposizione 524 mila euro. Le Camere di Commercio delle due città contribuiranno alla realizzazione dell'opera con 1 milione e mezzo ciascuna, mentre l'Autorità portuale di Livorno e l'Interporto di Guasticce stanzieranno, ciascuno, 4 milioni di Euro.
Il progetto relativo alla navigabilità dello Scolmatore rappresenta il primo stralcio funzionale di un progetto più ampio e generale che individua come indispensabile la realizzazione di una diga sulla sponda livornese dello Scolmatore, di una foce armata dello stesso Scolmatore ed un nuovo sbocco del canale Navicelli nel porto livornese.
Per la realizzazione del progetto più generale - come viene specificato nello stesso studio preliminare inserito nell'accordo di programma, occorrono risorse pari a 200 milioni di euro (di cui quasi 92 milioni per la tratta Darsena-Interporto; oltre 77 milioni per il tratto successivo Interporto–Autoparco; circa 30 milioni per le opere accessorie).
In questo quadro le risorse regionali, che ammontano a oltre 88 milioni di euro, derivano da risorse Fesr (oltre 20 milioni), stanziamenti Cipe (oltre 32 milioni di euro), risorse del bilancio regionale (13 milioni di euro) e risorse derivanti dall'ex Accordo di Programma fra Regione Toscana e Ministero dell’ambiente del 2005 (22 milioni).
La mobilità toscana con questi interventi infrastrutturali può acquisire un nuovo importante tassello. I lavori dello Scolmatore contribuiranno, infatti, a creare una rete navigabile idonea al trasporto merci ed utilizzabile in futuro fino a Pontedera; tutto questo permetterà di ottimizzare gli interscambi tra i siti logistici della Toscana.
L’obiettivo generale è coniugare, in sintonia con una crescita ecocompatibile, la scurezza idrogeologica, lo sviluppo della plurimodalità del trasporto merci e della competitività della logistica toscana.
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