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Prospettive livornesi.it la fascia costiera toscana nell'era della globalizzazione
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Sito web dei proponenti
Dal sito web: http://www.oltoffshore.it/cms/data/pages1/000008.aspx ( proponenti ).
Il progetto del rigassificatore di Livorno.
Il progetto di OLT consiste nella realizzazione di un terminale di rigassificazione offshore, al largo delle coste livornesi.
L’impianto, costituito sostanzialmente da una nave metaniera opportunamente convertita allo scopo e ancorata a 12 miglia al largo delle coste livornesi, avrà la funzione di ricevere LNG (gas naturale liquefatto) da altre navi metaniere e, dopo averlo riconvertito in forma gassosa, di immetterlo nella rete di distribuzione nazionale.
Con una capacità complessiva di 3,75 miliardi di metri cubi annui, il nuovo rigassificatore sarà in grado di coprire il 5% del fabbisogno annuo italiano, contribuendo così a rendere più sicuro l’approvvigionamento energetico del paese, e mettendo il sistema al riparo dal rischio di carenza di fornitura attraverso i tradizionali gasdotti.
Dal punto di vista della sicurezza, il progetto sarà certificato dal RINA, uno dei maggiori enti indipendenti certificatori a livello mondiale. Attualmente nel mondo sono già operativi 53 terminali di rigassificazione, e 25 sono in corso di realizzazione.
L’iter amministrativo
La legge n. 340 del 2000 all’art. 8 introduce un procedimento ad hoc per l’autorizzazione all’utilizzo o al riutilizzo di siti industriali per l’installazione di impianti di rigassificazione di GNL, prevedendo la convocazione di una conferenza dei servizi secondo le modalità previste dalla legge 241 del 1999.
21 ottobre 2002:
OLT OFFSHORE LNG TOSCANA presenta richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art.8 della legge 340/2000 per la realizzazione e l’esercizio di un terminale di rigassificazione. A seguito del ricevimento di tale domanda, non esistendo una specifica norma procedurale per le infrastrutture offshore, il Ministero dello Sviluppo Economico (già attività produttive) ha valutato di poter utilizzare le disposizioni dell’art. 8 della legge 340 del 2000, integrandola nel caso specifico, con altri atti e garanzie atti a tutelare anche tutti gli aspetti marittimi e di sicurezza.
17 dicembre 2002:
A seguito di tali valutazioni la prima riunione della Conferenza dei servizi ha deliberato, in accordo con tutte le amministrazioni interessate, l’utilizzo della procedura prevista dalla legge 340/2000 con la richiesta di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per l’intero progetto, nonostante la legge preveda tale procedura solo per le opere a mare.
L’estensione della VIA anche al gasdotto a terra è stata deliberata pertanto ai fini di una maggior tutela.
19 febbraio 2003:
OLT OFFSHORE LNG TOSCANA presenta la richiesta di VIA.
5 novembre 2003:
Si conclude positivamente l’istruttoria sugli aspetti di sicurezza con l’emissione del N.O.F. (Nulla Osta di Fattibilità) con prescrizioni da parte del CTR (Comitato Tecnico Regionale).
20 luglio 2004:
La regione Toscana emette un ulteriore parere favorevole al progetto dopo una procedura di Valutazione Ambientale Strategica, che ha tenuto conto di tutti gli aspetti ambientali, territoriali ed economici legati al progetto.
15 dicembre 2004:
Il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali emettono il decreto VIA n.1256, acquisendo il parere positivo della Regione Toscana, che ha a sua volta espletato una lunga istruttoria locale con il concerto di tutti gli enti coinvolti.
23 febbraio 2006:
Il procedimento autorizzativo si conclude con l’emissione del Decreto del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministero dell’Ambiente e d’intesa con la Regione Toscana.
Il progetto esecutivo
Il terminale galleggiante
Il terminale nascerà dalla riconversione della nave metaniera Golar Frost, attualmente di proprietà della Golar LNG 1444 Corporation. La Golar Frost è stata costruita nei cantieri della Hyundai Heavy Industries nell’aprile 2004.
PRINCIPALI DATI TECNICI:
Capacità di stoccaggio: 137.500 metri cubi Lunghezza F.T. (fuori tutto) 288,6 mt Larghezza 48 mt. Altezza 26,5 mt.
Il posizionamento
Il terminale sarà posizionato al largo della costa livornese, all’incirca a 12 miglia di distanza dal litorale. La posizione geografica è stata studiata per rendere invisibile il terminale dalla terra ferma.
La conversione della Golar Frost
Per poter funzionare come terminale di rigassificazione la Golar Frost dovrà subire modifiche strutturali ed essere dotata di un impianto di ancoraggio e di una condotta sottomarina che la connetta alla rete di trasmissione nazionale.
I bracci di carico/scarico.
I bracci di carco/scarico, ovvero la parte dell’impianto che consentirà il trasferimento del GNL dalla nave metaniera all’impianto galleggiante, sono stati progettati con una dotazione di giunti girevoli stagni, che, assecondando il moto ondoso, saranno in grado di garantire l’assoluta sicurezza delle operazioni di trasferimento dalla nave al terminale, senza alcuna possibile fuoriuscita di liquido.
I serbatoi di stoccaggio.
Il terminale sarà dotato di quattro serbatoi di stoccaggio del GNL (gas naturale liquefatto).
I serbatoi, di forma sferica, appositamente studiata per meglio assorbire le forze in gioco, saranno costruiti in alluminio con pareti dello spessore di 13 cm. La forma sferica delle cisterne, unità alla peculiare elasticità dell’alluminio, garantirà una stabilità ottimale del terminale, rendendo quasi insignificanti gli effetti del moto ondoso sul liquido contenuto nei serbatoi.
L’impianto di rigassificazione.
A prua del terminale, vicino al punto di ancoraggio, sarà posizionato il cuore del progetto, cioè l’impianto di rigassificazione vero e proprio (scambiatore “triex”). Tale impianto preleverà il gas liquido dai serbatoi e lo riscalderà, attraverso l’utilizzo di scambiatori di calore nei quali verrà fatta passare acqua di mare. I pochi gradi di calore ceduti da quest’ultima basteranno a riportare il gas in forma gassosa. L’acqua raffreddata sarà restituita all’ambiente: gli studi condotti dimostrano che il raffreddamento dell’acqua riguarderà una zona ristretta, e che si esaurirà completamente a 40-50 metri dalla nave.
Il sistema di ancoraggio.
Il terminale sarà saldamente ancorato al fondo marino a 120 metri di profondità, tramite un sistema (single point mooring) posizionato a prua, che consentirà all’unità navale di muoversi attorno a un perno assecondando il moto ondoso, in modo che le condizioni meteomarine non abbiano ripercussioni sull’attività.
La connessione alla rete nazionale di distribuzione del gas.
Una volta riportato allo stato gassoso, il metano sarà trasportato fino alla rete di distribuzione nazionale con una condotta di circa 36 chilometri, 29,5 dei quali sottomarini. Dalla torre di ancoraggio posizionata a prua partirà un tratto di condotta snodabile che si collegherà a una piattaforma posizionata sul fondo marino. Da lì la condotta sottomarina porterà il gas fino alla terra ferma. Seguendo il percorso del canale scolmatore del porto di Livorno, la condotta giungerà alla stazione di regolazione e misura, posizionata in comune di Collesalvetti (loc. Suese) dove consegnerà il gas alla rete nazionale esistente gestita da SNAM RETE GAS.
Cos’é il GNL
Il GNL (Gas Naturale Liquefatto), o LNG ( Liquify Natural Gas) secondo la dicitura internazionale, è gas naturale, comunemente detto metano, ridotto allo stato liquido, mediante un processo termico che ne abbassa la temperatura a -161° C e ne riduce il volume di circa 600 volte, per consentirne il trasporto via nave.
Il GNL un fluido incolore e inodore con una densità pari a circa metà di quella dell’acqua.
Il GNL non si scioglie in acqua e, a contatto con quest’ultima, evapora senza mescolarsi e senza lasciare alcun residuo.
Non può pertanto inquinare il mare né alcuna falda acquifera.
Il GNL non è tossico.
Il GNL viene stoccato all’interno dell’impianto a pressione atmosferica; pertanto, anche nella remota eventualità di fuoriuscite, si disperderebbe nell’aria evaporando senza lasciare traccia.
Il GNL non è infiammabile se non in condizioni molto particolari che non possono verificarsi all’interno dell’impianto. (Dovrebbe trovarsi in ambiente chiuso e saturo, miscelarsi con una percentuale di ossigeno compresa fra il 10% e il 15% e trovarsi contemporaneamente a contatto con una fonte di innesco della fiamma).
Anche venendo a contatto con il fuoco il GNL non esplode, ma crea un fiamma pigra che evapora senza creare alcuna onda d’urto.
I vantaggi del GNL
Il GNL è gas naturale liquefatto mediante un procedimento di raffreddamento a -161° C. Tale procedimento consente una riduzione del volume di oltre 600 volte rispetto alla originaria forma gassosa, con peso specifico del liquido dimezzato rispetto a quello dell’acqua. In tal modo è possibile trasportare il gas attraverso navi metaniere, in modo economicamente sostenibile, senza dover utilizzare i gasdotti.
Il GNL si sta affermando con potenza sul mercato mondiale: basti pensare che attualmente, oltre ai 53 rigassificatori già esistenti nel mondo, ne sono in progetto altri 25. Sono infatti molti i fattori che contribuiscono all’affermazione del GNL sul mercato rispetto al gas naturale trasportato attraverso gasdotti:
- in primis la volontà di ridurre la dipendenza dalle infrastrutture di trasporto tradizionali, spesso sottoposte al rischio degli equilibri politici dei paesi di transito; - la necessità , a prescindere da eventuali crisi politiche, di una diversificazione delle fonti di approvvigionamento; - la possibilità di utilizzare riserve di gas di paesi anche molto lontani geograficamente; - la diminuzione, grazie all’evoluzione delle tecnologie, dei costi del processo di liquefazione.
Paesi produttori
I maggiori paesi produttori di GNL sono:
l’Indonesia, l’Algeria, la Malesia, il Qatar, la Nigeria, l’Australia, gli Emirati Arabi, Trinidad, la Libia e l’Oman.
A breve entrerà in esercizio commerciale anche una produzione egiziana.
La sicurezza
I rigassificatori sono impianti dotati di tecnologie avanzate e dotate di tutte le garanzie necessarie a garantire la sicurezza.
Al momento sono in funzione nel mondo 53 impianti di rigassificazione (di cui uno in Italia, presso La Spezia) che non hanno mai dato luogo ad incidenti di sorta.
In Giappone, paese a maggior rischio sismico al mondo, sono attualmente in funzione 24 rigassificatori.
Da oltre 20 anni le navi metaniere percorrono i mari di tutto il mondo, e in oltre 33.000 viaggi effettuati non si è mai verificato alcun incidente. Il GNL è infatti un elemento molto meno pericoloso di molte altre sostanze normalmente trasportate per mare e scaricate in depositi costieri (quali ad esempio i prodotti chimici e petrolchimici).
I terminali offshore, come quello di Livorno, aggiungono, con la distanza dalla costa, un ulteriore elemento di sicurezza: anche nel remotissimo caso che si verificasse un incidente, gli effetti di quest’ultimo non avrebbero conseguenze oltre i due chilometri di distanza, e rimarrebbero dunque confinati in mare aperto senza raggiungere in alcun modo aree popolate.
Il sistema di gestione
Sia nel corso del processo autorizzativo che nello sviluppo del progetto del terminale di rigassificazione sono state effettuate tutte le analisi relative ai rischi inerenti la vita umana e l’ambiente circostanti l’impianto.
Conseguentemente è stato predisposto un rapporto di sicurezza, sottoposto al CTR (Comitato Tecnico Regionale), in cui sono stati valutati ed analizzati tutti gli eventi incidentali (compresi quelli estremamente remoti) e le possibili conseguenze.
Le simulazioni per l’analisi dei potenziali incidenti sono state condotte determinando la tipologia dell’evento e la sua probabilità di accadimento, i potenziali danni per il personale, per l’ambiente, la navigazione e la popolazione a terra.
Sia nel corso del processo autorizzativo che nello sviluppo del progetto del terminale di rigassificazione sono state effettuate tutte le analisi relative ai rischi inerenti la vita umana e l’ambiente circostanti l’impianto.
Conseguentemente è stato predisposto un rapporto di sicurezza, sottoposto al CTR (Comitato Tecnico Regionale), in cui sono stati valutati ed analizzati tutti gli eventi incidentali (compresi quelli estremamente remoti) e le possibili conseguenze.
Le simulazioni per l’analisi dei potenziali incidenti sono state condotte determinando la tipologia dell’evento e la sua probabilità di accadimento, i potenziali danni per il personale, per l’ambiente, la navigazione e la popolazione a terra.
Il rapporto di sicurezza ha evidenziato che nessuno degli eventi considerati determina un effetto domino sulla popolazione o sulle infrastrutture a terra: “ Gli unici rischi presenti per la popolazione della zona costiera sono legati all’approdo della condotta sealine. Va sottolineato che questo è esattamente analogo a quello legato alle condotte di fornitura di metano che attraversano numerose zone abitate e che in parte sono già esistenti nella zona di interesse” (Rapporto di sicurezza preliminare pag. 80)
Per quanto riguarda i rischi ambientali, il rapporto evidenzia che, anche in presenza degli scenari peggiori e più improbabili, “l’incendio di una nube di gas naturale o la sua esplosione non provocano danni apprezzabili nel mare”…..”tale scenario ha conseguenze transitorie sulla superficie del mare ricoperta dal GNL rilasciato, nonché nella colonna d’acqua sottostante fino alla profondità di alcuni metri”
Il CTR ha rilasciato a Novembre del 2003 il NOF (Nulla Osta di Fattibilità) sulla base del suddetto Rapporto di Sicurezza.
Sistemi di sicurezza del terminale
Il terminale prevede dispositivi di sicurezza in grado di gestire tutte le potenziali problematiche. E’ dotato in particolare di:
•Sistema di blocco di emergenza (ESD).
ESD 1: ferma le operazioni di allibo e isola la nave gasiera dal terminale. ESD 2: effettua le operazioni previste da ESD 1 e provvede a sganciare i bracci di carico ed aziona i dispositivi di sgancio rapido dei cavi di ormeggio. ESD 3: effettua le operazioni previste da ESD 2 e arresta le operazioni di rigassificazione e isola il terminale dalla condotta marina.
•Sistema di depressurizzazione di emergenza e sfiato.
•Sistema di allarme: uomo in mare, allarme generale, allarme incendio, allarme gas, etc.
•Sistema di rilevazione gas e incendio.
•Sistema antincendio.
•TV a circuito chiuso per il monitoraggio 24 ore su 24 di tutte le aree critiche del terminale.
•Sistemi di telecomunicazioni ridondanti e di diverse tipologie (radio, telefoni satellitari).
•Sala di controllo ubicata nella zona alloggi da cui si può dominare tutta la nave e provvista di tutti i dispositivi per operare in remoto tutte le apparecchiature e le valvole in caso di emergenza.
Sicurezza per la navigazione
Oltre alle apparecchiature presenti sul terminale, il Rapporto di Sicurezza prevede anche l’individuazione di tre aree circostanti il terminale, nelle quali dovranno essere adottate particolari norme inerenti la navigazione.
ZONA 1: area di interdizione alla navigazione, di forma circolare, con raggio pari a 2 miglia nautiche. ZONA 2: area di controllo-monitoraggio, da parte del terminale, compresa tra 2 e 4 miglia nautiche, nella quale è previsto il contatto radio con le unità navali in transito. ZONA 3: area di monitoraggio, da parte del terminale, compresa tra 4 e 8 miglia nautiche, nella quale è previsto il plottaggio radar delle rotte delle unità navali in transito.
Nell’area del terminale, una volta operante, sarà inoltre presente continuativamente 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, una nave guardiana che svolgerà le seguenti funzioni:
•Sorvegliare l’area circostante il terminale. •Evitare la collisione e l’avvicinamento di altre unità navali. •Evitare l’ancoraggio di imbarcazioni non autorizzate nell’area. •Supportare il salvataggio e recupero. •Garantire il supporto antincendio in caso di emergenza.
La Società
OLT - OFFSHORE LNG Toscana – S.p.a., costituita da alcune delle principali società operanti in campo energetico in Italia, è la società che ha promosso il progetto del terminale di rigassificazione off-shore al largo della costa di Livorno, uno dei tasselli strategici per il rinnovamento del sistema energetico italiano. OLT è titolare di tutte le autorizzazioni necessarie alla costruzione e all’esercizio di tale impianto, che rappresenterà una volta realizzato, uno dei punti nevralgici di rifornimento di gas per il sistema delle reti italiane, contribuendo a rendere più sicuro l’approvvigionamento energetico nazionale, che in questi anni ha sofferto, in più occasioni, rischi di carenza. OLT ha inoltre progettato il terminale di rigassificazione secondo tecnologie di avanguardia che consentono di garantire i massimi livelli di sicurezza e di rispetto dell’ambiente circostante.
Organigramma
Gli azionisti
La compagine sociale di OLT S.p.A. comprende alcuni fra i maggiori operatori energetici nazionali e internazionali.
E.ON Con più di 30 milioni di clienti, 68,7 miliardi di fatturato nel 2007, una presenza in oltre 30 paesi e circa 95.500 dipendenti, E.ON è il più grande gruppo energetico a capitale completamente privato al mondo. Il gruppo, che ha il suo quartier generale a Düsseldorf, in Germania, copre l'intera catena di valore del mercato energetico: dalla produzione alla distribuzione fino alla vendita di gas e di elettricità.
IRIDE MERCATO è la società del gruppo IRIDE dedicata al servizio alla clientela e alla vendita di gas ed energia elettrica. Fornisce oggi gas ed energia elettrica ad aziende di gruppi industriali nazionali, esercizi commerciali e ai Clienti domestici. Il gruppo IRIDE, nato nel 2006 dalla fusione di due aziende storiche come AEM e AMGA, è oggi il terzo operatore a livello italiano nel settore dei servizi a rete.
ASA S.p.A., nata nel 1972 come azienda municipale del gas nel comune di Livorno, e trasformatasi in società per azioni, gestisce oggi il servizio distribuzione gas in cinque comuni della provincia ed è unico del ciclo integrale delle acque nell’ambito toscana costa. Tramite la propria partecipata ASA TRADE vende gas ed energia elettrica a ….clienti.
GOLAR LNG LIMITED è uno dei più importanti operatori nel campo del trasporto via mare del gas naturale liquefatto , in particolare per ciò che concerne la costruzione delle metaniere per il trasporto di LNG
OLT ENERGY TOSCANA è la società che ha sviluppato il progetto del terminale offshore di Livorno.
La missione
OLT è titolare del progetto per la costruzione e la gestione del terminale di rigassificazione offshore al largo delle coste livornesi. Tale impianto riveste un’importanza strategica per il sistema energetico nazionale, consentendo all’Italia di approvvigionarsi di gas naturale anche da paesi non collegati alle infrastrutture di metanodotto.
PERCHE’ COSTRUIRE RIGASSIFICATORI IN ITALIA?
Il sistema energetico italiano soffre da tempo di una forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento delle materie prime.
La nostra produzione elettrica è fortemente legata all’olio combustibile e alla fornitura di gas metano da parte di Russia e Algeria, che avviene attraverso le tradizionali infrastrutture di gasdotto. La situazione italiana ha mostrato la sua fragilità in questi ultimi anni, quando più volte si è intravisto il pericolo di black out e durante la crisi politica fra Russia e Ucraina che ha rischiato di mettere in crisi la fornitura di gas attraverso i gasdotti.
Diventa pertanto indispensabile intraprendere un’opera di complessa modernizzazione della capacità produttiva energetica del paese e di riequilibrazione del mix delle fonti di approvvigionamento, al fine di garantire la continuità delle forniture necessarie, al di là di accordi economici o di scenari di instabilità politica.
In particolare, il governo ha stimato per l’Italia la necessità di dotarsi di una capacità aggiuntiva di 33/34 miliardi di metri cubi annui di gas metano entro il 2010, a causa del continuo aumento dei consumi per uso civile ma soprattutto dei previsti aumenti dovuti alla conversione a gas di buona parte della produzione elettrica. I rigassificatori sono l’unico mezzo disponibile oggi per raggiungere tale obiettivo.
I valori
• Individuare le migliori fonti di approvvigionamento energetico per il paese • Contribuire a rendere più sicuro il sistema energetico italiano mettendolo al riparo dai rischi di carenza di fornitura dalle infrastrutture tradizionali • Contribuire al miglioramento dell’ambiente attraverso l’approvvigionamento di energetici ecologici • Operare nel rispetto dell’ambiente circostante • Operare in condizioni di assoluta sicurezza , con la cura di ogni aspetto del processo di trasporto e trasformazione • Impiegare le migliori tecnologie e professionalità disponibili • Promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio • Rendere disponibile energia a condizioni economicamente vantaggiose.
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