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Sito web dei proponenti

 

Il Progetto Rosignano

 


 

 

Dal sito web:

http://www.progettorosignano.it/interno.asp?pag=progetto

( proponenti )

 

IL PROGETTO del Rigassificatore di Rosignano.

  

 

Il Progetto Rosignano prevede la realizzazione di un impianto di rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) a Rosignano Marittimo in provincia di Livorno e lo spostamento dell'esistente terminale di etilene, all'interno dello stabilimento industriale della Solvay.

Si tratta, quindi, di un vero progetto integrato che permette di garantire: 

·      la sicurezza;

·      un basso impatto ambientale;

·      la compatibilità con gli strumenti di pianificazione territoriale;

·      il consolidamento delle attività industriali esistenti e l'occupazione che ne deriva.

 

I partner promotori del Progetto Rosignano sono tre grandi società: Edison, BP e Solvay.

 

L'impianto di rigassificazione da 8 miliardi di metri cubi annui, quasi il 10% del consumo nazionale, permetterà di importare gas naturale liquefatto (GNL) via nave dai paesi produttori di tutto il mondo e di riportarlo allo stato gassoso per immetterlo nella rete di di trasporto nazionale.

 

L'impianto contribuirà a rendere più sicuro l'approvvigionamento energetico del nostro paese e, quindi, a non dover più affrontare emergenze legate all'attuale mancanza di disponibilità di gas.

 

Lo spostamento ed il potenziamento dell'esistente terminale di etilene:

 

·      eliminerà gli attuali elementi di rischio impiegando le tecnologie più moderne per la realizzazione del serbatoio e delle tubazioni che saranno completamente interrate;

·      minimizzerà l'impatto visivo;

·      permetterà di recuperare interamente l'area di Vada che potrà essere destinata ad uso turistico. 

 

L'iter autorizzativo del Progetto Rosignano prevede il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e locali e si basa su criteri di massima trasparenza e correttezza. Criteri che prevedono anche l'ascolto e la valutazione dei suggerimenti e delle osservazioni della popolazione.

Il Progetto Rosignano comporterà un investimento di circa 600 milioni di euro e avrà importanti ricadute occupazionali ed economiche sul territorio:

 

·      circa 90 nuovi posti di lavoro, fra diretti e indiretti, per l'esercizio e la manutenzione degli impianti;

·      circa 350 persone per tre anni con punte di 1000 presenze per la costruzione dell'impianto;

·      il consolidamento dell'occupazione legata all'attività del terminale di etilene che impiega 320 lavoratori tra diretti e indiretti.

 

Va evidenziato anche che il processo di rigassificazione del GNL e dell'etilene renderà disponibili una notevole quantità di energia criogenica che favorirà l'insediamento di impianti di produzione di gas tecnici (ad esempio ossigeno liquido, azoto liquido) e di impianti per la surgelazione di prodotti agricoli, dando vita ad una vera e propria industria del "freddo", come è già successo in impianti analoghi in Europa e in Giappone, con ulteriori ricadute in termini occupazionali. 

 

IL RIGASSIFICATORE - Che cosa è.

  

L'impianto di rigassificazione di Rosignano da 8 milardi di metri cubi annui, quasi il 10% del consumo nazionale, garantisce un nuovo punto di ingresso in Italia del gas naturale, il combustibile più "pulito" che usiamo nelle nostre abitazioni per riscaldarci e per cucinare. Il metano è utilizzato anche per usi industriali e per generare elettricità in centrali che spesso in precedenza, erano alimentate con combustibili meno "puliti" (carbone, olio combustibile).

 

Il gas naturale liquefatto (GNL) è importato dai paesi produttori via nave.

 

La tecnologia della rigassificazione è diffusa in tutto il mondo, affidabile e sicura.

 

Attualmente nel mondo ci sono 53 impianti di rigassificazione la cui sicurezza è garantita dalla qualità dei

materiali, dai procedimenti, dalle apparecchiature e dall'accurata manutenzione durante il loro esercizio.

 

Sicurezza confermata anche dalla forte espansione dell'industria del GNL: oggi, infatti, sono in costruzione 25 nuovi terminali di rigassificazione in Europa, negli USA e in Cina.

 

Nei circa 80.000 viaggi di navi metaniere, dagli anni '40 ad oggi, non si sono mai verificati gravi incidenti e dal 1979 non si è registrato alcun incidente in impianti di rigassificazione, a conferma della assoluta sicurezza della tecnologia utilizzata.

 

IL RIGASSIFICATORE - Come funziona.

 

Il processo di liquefazione, attraverso la refrigerazione a 161° C sotto zero a pressione atmosferica, riduce di circa 600 volte il volume occupato dal gas e ne permette quindi il trasporto via nave, in sicurezza.

 

Il GNL non è facilmente infiammabile. Infatti questo accade solo se è miscelato con l'aria in una percentuale che va dal 5 al 15 per cento e se viene in contatto con una fonte di accensione. Quando brucia lo fa con una fiamma pigra e non con una fiamma viva come, ad esempio, la benzina.

 

Il gas naturale liquefatto giunto a destinazione viene scaricato al pontile Solvay di Vada, allungato di 400 metri rispetto all'attuale, e trasferito fino alla zona di stoccaggio attraverso tubazioni interrate a doppio tubo. Il GNL viene immagazzinato in serbatoi di stoccaggio a pieno contenimento totalmente sicuri (UNI EN 1473).

Successivamente il gas naturale liquefatto viene inviato agli impianti di rigassificazione dove, attraverso un processo di scambio termico con l'acqua di mare, viene riportato allo stato gassoso per essere immesso nella rete di trasporto nazionale.

 

IL RIGASSIFICATORE - Dov'è.

 

Il rigassificatore di Rosignano, sarà all'interno dello stabilimento industriale Solvay, stabilimento che con i suoi 250 ettari di estensione e oltre 90 anni di storia, è uno tra i più importanti poli chimici in Italia.

 

Per l'attracco delle navi gasiere è previsto l'allungamento di 400 metri dell'esistente Pontile Solvada, attualmente di 1800 metri utilizzato per la ricezione delle navi etileniere. Approderà mediamente una nave metaniera ogni quattro giorni che stazionerà all'incirca 16 ore per scaricare il gas liquido.

 

IL TERMINALE DI ETILENE - La nuova collocazione.

 

Lo spostamento del terminale di etilene eliminerà gli elementi di rischio oggi esistenti a Vada, impiegando, anche per il trasporto dell'etilene, le tecnologie più moderne per la realizzazione delle tubazioni che saranno completamente interrate, minimizzando l'impatto visivo e permettendo di recuperare interamente l'area di Vada che potrà essere destinata ad uso turistico.

 

Il terminale di etilene sarà ricostruito all'interno dell'impianto industriale Solvay con un nuovo serbatoio di capacità doppia e di nuova concezione tecnologica (a pieno contenimento) e quindi molto più sicuro.

Questo intervento consentirà di consolidare l'attività industriale di produzione di polietilene che attualmente impiega oltre 320 dipendenti tra diretti ed indiretti

 

L'ITER AUTORIZZATIVO.

 

Un primo progetto dell'impianto di rigassificazione di Rosignano, localizzato a Vada in prossimità dell'esistente serbatoio di etilene, è stato presentato alle autorità competenti nell'agosto del 2002 e ha ottenuto, nel 2004, la pronuncia di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente.

Per recepire le indicazioni del Comune e della Regione Toscana al progetto originario, è stata presentata, nell'aprile 2005, una Variante di Progetto, che prevede la localizzazione degli impianti all'interno dello stabilimento industriale di Solvay. La nuova richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale è stata presentata il 1 settembre 2005. Il 18 ottobre 2006 il Comitato Tecnico Regionale - CTR - ha espresso parere favorevole sul livello di sicurezza del Progetto Rosignano rilasciando il nullaosta di fattibilità (NOF).

Senza il rilascio del Decreto di VIA, il progetto non potrà essere realizzato.

 

LA SICUREZZA - I punti chiave.

 

La tecnologia della rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL o LNG - liquefied natural gas - nella dicitura inglese) è diffusa in tutto il mondo, affidabile e sicura.

 

Il GNL non è facilmente infiammabile. Infatti questo accade solo se è miscelato con l'aria in una percentuale che va dal 5 al 15 per cento e se viene in contatto con una fonte di accensione. Quando brucia lo fa con una fiamma pigra e non con una fiammata come, ad esempio, la benzina.

 

Il GNL è una sostanza incolore, inodore, atossica e nella sua forma liquida non è infiammabile.

 

Il GNL non è solubile in acqua e pertanto non lascia tracce. Una volta che il gas liquido è evaporato non rimane nulla della sostanza originaria e l'acqua può essere tranquillamente bevuta.

 

Il GNL non è idrosolubile. Se lo versate in un vaso con i pesci rossi non fate loro alcun danno. Il gas evapora e non si mescola con l'acqua. Non ci può esser dunque alcun inquinamento della falda acquifera o del mare anche nel remoto caso che ci fosse una perdita nel sistema di trasporto e stoccaggio.

 

Il GNL non sporca. Se viene a contatto con il suolo, il gas evapora e non lascia alcun residuo da pulire.

 

LA SICUREZZA - Il CTR Toscana conferma la sicurezza del progetto Rosignano.

 

Il Comitato Tecnico Regionale (CTR) Toscana è l'organo preposto alla valutazione degli aspetti progettuali che riguardano la sicurezza. Il CTR ha espresso parere favorevole sul livello di sicurezza del progetto Rosignano rilasciando il Nullaosta di Fattibilità (NOF).

 

Per ottenere l'approvazione definitiva alla costruzione e all'esercizio del progetto, sono necessari, tra gli altri, due pareri tecnici favorevoli: il NOF, che riguarda la sicurezza dell'impianto, e la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), che valuta la compatibilità ambientale. Senza questi pareri tecnici positivi il progetto non potrà ottenere l'autorizzazione finale.

 

Edison ha presentato il rapporto preliminare di sicurezza (come previsto dalla normativa vigente) nell'ottobre 2005. Il CTR ha nominato un gruppo di lavoro per l'esame del documento composto dagli organi tecnici competenti in materia di sicurezza (ARPAT, ASL, ISPEL, VVFF..). Dopo diverse riunioni con Edison e un approfondito esame del rapporto, il gruppo di lavoro ha redatto la relazione istruttoria in base alla quale il CTR ha rilasciato il NOF, subordinato all'approvazione della variante urbanistica da parte del Comune di Rosignano, con alcune prescrizioni tecniche. Edison ottempererà alle prescrizioni integrandole nel progetto particolareggiato e nel rapporto di sicurezza definitivo che sarà trasmesso al CTR per il parere conclusivo.

 

I BENEFICI - Ambiente e sicurezza.

 

Il Progetto Rosignano comporta il miglioramento dell'impatto ambientale e della sicurezza.

I nuovi serbatoi di gas naturale liquefatto (GNL), insieme a quello dell'etilene, si troveranno all'interno del perimetro dello stabilimento industriale Solvay. L'area di Vada, oggi occupata dagli insediamenti industriali per lo stoccaggio di etilene, sarà completamente sgombrata e potrà essere destinata ad altri scopi, come quelli turistici.

Tutte le tubazioni che porteranno il gas naturale liquefatto e l'etilene allo stabilimento Solvay, saranno costruite con la tecnologia del doppio tubo e interrate nel tratto tra la radice del pontile e lo stabilimento interrato, con evidenti miglioramenti dell'impatto visivo e della sicurezza.

Il rigassificatore consentirà di ridurre l'attuale impatto dello stabilimento Solvay sull'ambiente marino riducendo la temperatura di scarico delle acque.

La realizzazione del Progetto Rosignano faciliterà anche la messa in sicurezza idrica di tutta la zona di Vada, che è attualmente soggetta a rischio di inondazione da parte del fiume Fine.

 

I BENEFICI - Economia e occupazione.

 

Il Progetto Rosignano, che comporterà un investimento di circa 600 milioni di euro, avrà importanti ricadute occupazionali ed economiche sul territorio:

 

·      circa 90 nuovi posti di lavoro, fra diretti e indiretti, per l'esercizio e la manutenzione degli impianti; 

 

·      circa 350 persone per tre anni con punte di 1000 presenze per la costruzione

   dell'impianto;

·      il consolidamento dell'occupazione legata all'attività del terminale di etilene che impiega 320 lavoratori tra diretti e indiretti.

 

Inoltre parte dell'investimento complessivo si concentrerà su opere nel settore edile e elettromeccanico che è generalmente di facile accesso alle imprese locali.

 

Il Progetto Rosignano prevede, oltre all'impianto di rigassificazione, anche il potenziamento dell'impianto di stoccaggio di etilene. Il serbatoio esistente verrà, infatti, sostituto con uno di capacità doppia e di nuova concezione tecnologica (a pieno contenimento) e quindi molto più sicuro.

Va evidenziato che il processo di rigassificazione del GNL e dell'etilene renderà disponibili una notevole quantità di energia criogenica che favorirà l'insediamento di impianti di produzione di gas tecnici (ad esempio ossigeno liquido, azoto liquido) e di impianti per la surgelazione di prodotti agricoli, dando vita ad una vera e propria industria del "freddo", come è già successo in impianti analoghi in Europa e in Giappone, con ulteriori ricadute in termini occupazionali.